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Energie rinnovabili
Biocombustibili liquidi

Biodiesel, etanolo e biolio di pirolisi.
Combustibili liquidi possono essere ottenuti da diverse biomasse vegetali:
Dai semi delle colture oleaginose (ad esempio girasole, colza) si ricava olio che, sottoposto a esterificazione, viene convertito in biodiesel, un carburante biodegradabile avente caratteristiche molto simili a quelle del gasolio.
Dalla fermentazione di biomasse saccarifere (come barbabietola e sorgo ma anche mais e frumento) si ricava bioetanolo che, trasformato nel suo etere isobutilico (ETBE) può essere miscelato alle benzine migliorandone le caratteristiche ottaniche e ambientali.
Il bioetanolo può essere ottenuto anche dalle biomasse lignocellulosiche (legno, paglie) per idrolisi enzimatica o acida.
Mediante un processo di conversione detto di pirolisi, dalle biomasse lignocellulosiche si può ottenere un liquido denominato biolio. Il biolio di pirolisi potrà essere in prospettiva utilizzabile per l'autotrazione o in turbine a gas per la produzione di energia elettrica.
Un impianto di pirolisi è stato recentemente realizzato dall'ENEL presso la centrale termoelettrica di Bastardo, con una potenzialità di 500 kg/h di biolio, prodotto a partire da legno sminuzzato. Si tratta dell'impianto di maggiore capacità in Europa.
Biogas: I reflui animali prodotti dagli allevamenti zootecnici costituiscono una biomassa di notevole interesse a fini energetici poiché può essere trasformata dando luogo alla produzione di biogas (metano). Il processo consiste in una fermentazione in ambiente privo d'aria ("digestione anaerobica"). Con tale processo si ottengono due funzioni: il trattamento di reflui organici notevolmente inquinanti, e la loro conversione in energia. Il biogas prodotto può infatti essere utilizzato in loco per produrre energia termica ed elettrica mediante sistemi di cogenerazione.