Per tre giorni, dal 28 al 30 maggio 2010, la Valle d'Aosta si trasformerà in un laboratorio alpino di eccellenza su risparmio energetico, energie rinnovabili, efficienza energetica degli edifci e mobilità sostenibile.
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Dalle biomasse si può produrre elettricità in impianti basati su diverse tecnologie. La più utilizzata per taglie da qualche MWe ad alcune decine di MWe si basa sulla combustione in caldaie a griglia o a letto fluido. Queste producono vapore che si espande nelle turbine e genera energia elettrica. I cicli a vapore sono caratterizzati da rendimenti piuttosto limitati: ad es. impianti con ciclo a vapore e letto fluido da 10 MWe progettati con criteri moderni hanno rendimenti elettrici dell'ordine del 25-30%. Il calore non convertito in energia elettrica viene disperso nell'ambiente, oppure può essere recuperato negli impianti di tipo cogenerativo, che producono calore, impiegato per processi industriali e per il riscaldamento residenziale, e nello stesso tempo energia elettrica. Il vantaggio della produzione combinata di elettricità e calore consiste nell'alto rendimento complessivo del sistema rispetto alla sola generazione di energia elettrica. Tecnologie più innovative adottano i cosiddetti cicli combinati, composti da una turbina a gas e da un ciclo a vapore alimentato dai gas di scarico dell'espansore. Per alimentare questo tipo di impianti con biomasse le stesse vengono gassificate ed i gas così prodotti vengono puliti in modo da renderli idonei all'alimentazione di una turbina a gas. Il rendimento elettrico si colloca tra il 30% e il 40%. La biomassa può essere convertita in energia elettrica in centrali tradizionali alimentate con combustibile fossile (carbone), sostituendo una frazione di questo con biomassa (co-combustione)- La co-combustione presenta numerosi vantaggi: - può essere attuata in centrali già esistenti - Il costo di investimento è inferiore rispetto alle centrali dedicate alle sole biomasse - L'efficienza di conversione in energia elettrica è elevata (35-40%). Per piccoli impianti, di potenza inferiore al MWe, il rendimento del ciclo a vapore cala drasticamente fino a diventare antieconomico. In questi casi possono essere utilizzati turbogeneratori a fluido organico in cui la turbina è azionata da vapore organico ad alta massa molecolare. I rendimenti elettrici sono relativamente elevati (15-20%) già per potenze dell'ordine di qualche centinaio di kWe. Per potenze ancora più piccole, installabili presso utenze isolate, sono in fase di sperimentazione prototipi da alcuni kWe basati su motori Stirling o su gassificatori associati a motori a combustione interna.
Dalle biomasse si può produrre elettricità in impianti basati su diverse tecnologie. La più utilizzata per taglie da qualche MWe ad alcune decine di MWe si basa sulla combustione in caldaie a griglia o a letto fluido.
Queste producono vapore che si espande nelle turbine e genera energia elettrica. I cicli a vapore sono caratterizzati da rendimenti piuttosto limitati: ad es. impianti con ciclo a vapore e letto fluido da alcuni MWe progettati con criteri moderni hanno rendimenti elettrici dell'ordine del 25-30%. Il calore non convertito in energia elettrica viene recuperato negli impianti di tipo cogenerativo, oppure impiegati in processi industriali che necessitano di una grande quantità di calore o di vapore (per esempio unità produttive di essiccazione di prodotti naturali).
Il vantaggio della produzione combinata di elettricità e calore consiste nell'alto rendimento complessivo del sistema rispetto alla sola generazione di energia elettrica o termica.
Gli olii vegetali possono essere estratti dalle piante oleaginose (soia, colza, girasole, ecc.). Caratteristica comune di tutte le oleaginose è quella di essere ricche di materie proteiche che, dopo l’estrazione dell’olio, sono impiegabili nell’alimentazione animale sotto forma di panelli. Le principali piante che si trovano in Europa sono la colza e il girasole (i principali Paesi produttori europei sono, per la colza, la Germania, la Francia, la Gran Bretagna e la Danimarca; per il girasole, la Francia, la Spagna e l’Italia); la coltivazione della soia, invece, si trova principalmente in America (Stati Uniti, Brasile e Argentina).