Per tre giorni, dal 28 al 30 maggio 2010, la Valle d'Aosta si trasformerà in un laboratorio alpino di eccellenza su risparmio energetico, energie rinnovabili, efficienza energetica degli edifci e mobilità sostenibile.
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Sono da considerarsi energie rinnovabili quelle forme di energia generate da fonti il cui utilizzo non pregiudica le risorse naturali per le generazioni future o che per loro caratteristica intrinseca si rigenerano o non sono "esauribili" nella scala dei tempi "umani".
Mentre da un punto prettamente scientifico tale definizione non ha particolare senso, in quanto in base ai postulati necessari per definire il primo principio della termodinamica (nulla si crea o si distrugge), tutte le forme di energia sono rinnovabili, da un punto di vista sociale, e quindi politico, crea la distinzione in uso oggi fra fonti di energia considerate rinnovabili (sole, vento, ecc...), il cui utilizzo attuale non ne pregiudica la disponibilità nel futuro, e quelle non rinnovabili, fossili (petrolio, carbone, gas naturale), e nucleare (uranio, plutonio), le quali avendo lunghi periodi di formazione, di molto superiore a quelli di consumo attuale, sono limitate nel futuro.Da questo punto di vista, l'inclusione o meno di una particolare fonte, come la termovalorizzazione (incenerimento) , è dunque soggetta a molti fattori non necessariamente scientifici, creando di fatto situazioni di non uniformità di giudizio tra i diversi soggetti interessati (ONG, governi, amministrazioni locali).
In base a quanto sopraenumciato, nella maggior parte dei casi, rientrerebbero nelle fonti di energia rinnovabili:
A proposito di quest'ultima, è comunque da notare che solo in Italia (in violazione delle direttive europee in materia) viene considerata rinnovabile totalmente l'energia prodotta dalla Termovalorizzazione (cioè dall'incenerimento) laddove la UE considera invece "rinnovabile" solo la parte organica dei rifiuti (ovvero gli scarti vegetali).